venerdì 28 settembre 2018

Fascia iliaca

Soffri di lombalgia? Diamo la colpa all'età, agli acciacchi, ai colpi d'aria o all'ernia... ma spesso è questione di fascia iliaca! Andiamo a scoprire insieme di cosa si tratta.

La fascia

Innanzitutto, quando in anatomia parliamo di fascia, intendiamo il tessuto connettivo che avvolge e compenetra tutte le strutture del corpo, come un insieme di sacchi, membrane e cordoni che mantengono i vari organi uniti e separati. Come abbiamo visto in precedenza, la fascia può essere un potente veicolo di tensioni, proprio perché connette tra loro molte strutture diverse.

I collegamenti

La fascia iliaca si trova in una posizione centrale nel nostro corpo: avvolge internamente l'osso iliaco, circondando il muscolo iliaco, prosegue in alto fino alle vertebre lombari circondando il muscolo psoas ed in basso fino alla parte alta del femore. Nel corso del suo viaggio, entra in contatto con molte altre strutture, sia direttamente che attraverso dei prolungamenti fasciali. Tra queste troviamo: i reni, le vertebre lombari ed i relativi dischi, l'osso sacro ed il coccige, i muscoli addominali, il diaframma, il quadricipite femorale, l'intestino, i nervi ed i vasi sanguigni che scendono lungo le gambe, i vasi linfatici che drenano l'intestino.

Le influenze

Da tutte queste strutture la fascia iliaca può subire un'influenza: ad esempio, se mangiamo un po' pesante la muscolatura intestinale può contrarsi trasmettendo tensione alla fascia iliaca, mentre i vasi linfatici si riempiono di sostanze nutritive e di scarto che lungo il loro decorso, mentre attraversano la fascia iliaca, possono in parte lasciar uscire. Entrambi questi meccanismi portano ad una contrazione della fascia iliaca.
Ma questi collegamenti possono funzionare anche in senso inverso: se ad esempio la fascia iliaca è contratta, può trasmettere la sua tensione alla colonna lombare, comprimendo le vertebre le une sulle altre e mettendo in stress i dischi vertebrali, che alla lunga possono generare una protrusione o un'ernia discale. Oppure può succedere che una fascia iliaca troppo contratta disturbi la comunicazione neurologica con i visceri addominali, rallentando il traffico intestinale e facendoci soffrire di stitichezza, oppure rendendo irregolare il ciclo mestruale.


Le possibili cause

Oltre ai due esempi citati sopra, ci sono molti motivi per cui la fascia iliaca può andare in contrazione o in tensione. Un'eccessiva staticità ad esempio, come nel caso di chi passa molte ore seduto in ufficio senza poi fare un po' di attività fisica, può portare lentamente la fascia iliaca ad accorciarsi.
Il rallentamento motorio del diaframma, tipico di chi respira solo col torace e senza "gonfiare" la pancia, può portare ad un tensionamento della fascia iliaca, come anche un eccessivo stato tensivo a carico del pavimento pelvico.
Gesti tecnici errati, come di chi si china spesso verso il basso, piegando però la schiena piuttosto che le ginocchia, possono indurre un accorciamento della fascia iliaca, come anche allenamenti intensivi a carico degli arti inferiori.
Rallenamenti motori di alcune articolazioni della gamba e del piede possono indurre un errato atteggiamento posturale del bacino, per cui le ossa iliache non sono più libere di muoversi e costringono i muscoli iliaci a lavorare troppo o troppo poco, coinvolgendo anche la fascia iliaca che li avvolge.
La gravidanza ed il parto, come anche la semplice assunzione di farmaci, possono fortemente condizionare la fascia iliaca.
Infine, molti studiosi sono concordi nel pensare che ci sia anche un motivo evolutivo per cui nell'essere umano la fascia iliaca è spesso in eccessivo accorciamento: nel passaggio dall'appoggio a quattro zampe alla statica eretta, il muscolo ileo-psoas che è avvolto dalla fascia iliaca è quello che più di tutti si è dovuto allungare e questo allungamento potrebbe non essere ancora del tutto completato!

Come aver cura della propria fascia iliaca?

Sicuramente il modo più efficace per ottenere un rilascio delle tensioni a carico della fascia iliaca è un trattamento fasciale osteopatico che, fatto 2 o 3 volte all'anno, ci permette di mantenerla nelle condizioni ottimali, soprattutto se soffriamo spesso dei disturbi citati sopra. Anche altre piccole abitudini quotidiane possono però aiutarci molto. Tra queste le più importanti sono: qualche minuto di allungamento in posizione di affondo (con le dovute attenzioni, altrimenti allunghiamo i muscoli sbagliati!) e un po' di cura del proprio intestino tramite l'alimentazione.