venerdì 3 agosto 2018

Un doppio ammortizzatore


Abbiamo capito nei post precedenti cosa si intende per ammortizzatore, è ora quindi di cominciare a conoscerne qualcuno più da vicino... Partiamo allora da uno tra i più importanti: il diaframma! Principale artefice della respirazione, questo muscolo ricopre anche molte altre importanti funzioni, tra cui quella di ammortizzatore… doppio! Iniziamo a conoscerlo insieme.

 

Pressione 

Il diaframma separa il torace dall’addome, due cavità con grosse differenze di pressione: come puoi vedere dalle figure qui sotto, ogni volta che respiri la pressione nell'addome aumenta perché gli organi vengono compressi, mentre quella nel torace tende a ridursi cosicché l'aria possa entrarti nei polmoni. Nella fase di espirazione avviene il contrario: gli organi tornano ad espandersi, mentre la pressione nel torace aumenta, provocando lo svuotamento dei polmoni.
Inspirazione
Espirazione




Il primo compito del diaframma come ammortizzatore è quello di mantenere questa differenza di pressione separando in maniera ermetica le due cavità, e garantendo che tale pressione si distribuisca in maniera uniforme e graduale lungo tutta la sua superficie. Se ciò non avviene correttamente, potrebbero presentartisi dei disturbi o rallentamenti nella funzionalità degli organi addominali.

 

Postura

Il video sottostante ti mostra invece quante altre strutture sono coinvolte nella respirazione, e quanti movimenti secondari questo semplice atto comporta, soprattutto a livello lombare (le vertebre più basse, su cui il diaframma ha due grosse inserzioni) e cervicale (le vertebre del collo). Puoi notare in particolare che ad ogni respiro il corpo si muove sul piano sagittale, ovvero in avanti e indietro.


Da questo si capisce il secondo grande compito del diaframma come ammortizzatore: mantenere un buon assetto posturale della colonna vertebrale ed un giusto equilibrio antero-posteriore. Un eccesso di tensioni o un blocco del diaframma ti possono portare ad un'esagerata sollecitazione delle vertebre lombari e cervicali o ad una postura errata: entrambi fenomeni che spesso si manifestano con dolori alla schiena.

Mantieni quindi una buona mobilità del diaframma esercitando qualche minuto al giorno la respirazione corretta o, se non basta, ricorri ogni tanto a delle tecniche osteopatiche fasciali: questo ti permetterà di dissipare le tensioni in eccesso ed alleviare eventuali blocchi, migliorando lo stato di salute generale del tuo corpo!

Come stanno i tuoi ammortizzatori?

Probabilmente la maggior parte di noi ha sentito parlare almeno una volta degli ammortizzatori della macchina, ma in quanti sanno che anche il nostro corpo ne è dotato? Vediamo un po’ insieme come funzionano…

Il tuo corpo è composto da tanti elementi: organi, muscoli, tendini, ossa, legamenti, vasi sanguigni, nervi, articolazioni... che per poter svolgere il proprio lavoro, devono rimanere nella giusta posizione pur mantenendo un certo grado di mobilità. Questo è possibile grazie al tessuto miofasciale, un insieme di muscoli e connettivo che si espande per tutto il corpo formando fasci e membrane che avvolgono e compenetrano tutti gli altri elementi. Questo genera una grande rete di collegamenti che ti permette di rimanere integro e mantiene tutti i tuoi organi al loro posto! 



Il tessuto miofasciale ha anche un altro compito importantissimo: ripartire le tensioni e le compressioni che si generano nel corpo! Sfruttando proprio le sue interconnessioni ed i suoi collegamenti è in grado di diramare ovunque le forze a cui siamo soggetti, che altrimenti potrebbero concentrarsi in un'unica zona, danneggiandola. Questo è possibile perché i collegamenti fasciali assomigliano un po' alle nostre strade: ci sono le grandi autostrade che ti portano velocemente da un osso ad un altro, per quanto lontano; ci sono le tangenziali, che ti permettono di aggirare un organo senza passarci in mezzo; ci sono le piccole stradine di campagne, usate molto raramente; e ci sono i grandi incroci, punti di snodo a cui molte forze affluiscono, per poi prendere direzioni diverse!


Questo "traffico" di tensioni dev'essere tuttavia ben controllato, altrimenti rischieresti che perfino una piccola perturbazione, se prolungata nel tempo, possa arrivare ad influenzare e condizionare tutto il corpo! Questo può succedere ad esempio quando subiamo dei traumi, o viviamo dei periodi emotivamente molto intensi, oppure anche sovraccarichiamo di lavoro alcune nostre strutture...

Ecco allora che intervengono i tuoi ammortizzatori: posizionati nei punti di giunzione tra le principali vie di collegamento, negli "incroci", si occupano di assorbire l’eccesso di tensione impedendo che sia diramata altrove, e di bilanciare la ripartizione delle forze in maniera equilibrata tra le varie strutture a cui sono collegate.

È molto importante quindi per il buon funzionamento del tuo corpo mantenere queste strutture ammortizzatici libere di fare il loro lavoro: questo lo puoi fare imparando alcuni semplici esercizi mirati da fare a casa o, se il sovraccarico a cui sono sottoposte è eccessivo, con qualche trattamento!

Quali sono quindi nel concreto questi ammortizzatori? Lo impareremo insieme nei prossimi articoli!

mercoledì 1 agosto 2018

Chi siamo

Il Salice nasce dalla volontà di due amici di lavorare insieme per portare il trattamento e la ricerca in osteopatia anche a San Giovanni in Marignano. Entrambi massofisioterapisti, Marco e Giacomo si sono specializzati nell'esecuzione di tecniche e manovre osteopatiche, tra le quali ad esempio il trattamento fasciale ed il cranio sacrale.

Già dal nome lo studio richiama l'armonia e la tranquillità della natura, da cui ci si lascia ispirare sia nell'esecuzione del lavoro terapeutico sia nell'arredamento.



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